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Ripresa
dell'Impero. Importanza della Milano-Roma.
Allorchè l'Impero si riscuote dall'anarchia, alla fine del
secolo III, troviamo Milano divenuta una delle città principali
dello stato, per abbondanza di risorse, per le sue salde difese
e per la posizione dominante rispetto alla pianura padana ed agli
accessi alle regioni periferiche dell'Occidente romanizzato. Assai
di frequente essa è pure residenza imperiale. Le medesime
circostanze che hanno accresciuto l'importanza di Milano concorrono
ad abbassare quella di Roma, ma la convergenza d'interessi verso
la antica signora del mondo è tuttora forte.
Dobbiamo quindi pensare a una ripresa intensa del traffico non locale
sulla via da Milano a Piacenza e a Bologna, la più importante
allora e la più usata, come indicano gli Itinerari, nel tratto
iniziale, per il viaggio dalla nuova metropoli a quella antica.
Una riprova si può trovare nel restauro della strada cui
appartenne il miliario integro di Lodi, cioè, come riteniamo,
della Milano-Piacenza. La più lunga iscrizione del miliario
reca i nomi di Diocleziano, Massimiano, Costanzo e Galerio: l'opera
(un restauro direttamente promosso dal governo imperiale, il che
sottolinea l'importanza che ancora aveva la via) venne quindi compiuta
quando era pienamente in funzione il sistema della "tetrarchia"
voluto da Diocleziano per restaurare l'ordine nell'Impero, cioè
dal 292 al 305. Sono anni, questi e quegli immediatamente successivi,
di grandi avvenimenti in Milano e in Roma e di strette relazioni
fra i due centri. A Milano si incontrano (288-89) i due augusti,
Diocleziano e Massimiano; da Milano Flavio Severo scende verso Roma
contro Massenzio (306), e colui che elimina Massenzio, Costantino,
va a Milano subito dopo il suo trionfo (313), vi incontra Licinio
e con lui prende importanti accordi compresi quelli circa il culto
cristiano.
Sugli itinerari seguiti in queste circostanze da imperatori ed eserciti
mancano indicazioni sicure, ma il percorso Milano-Piacenza-Bologna
deve essere stato incluso nella maggioranza di essi.
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