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Episodi
della guerra gotica sulla Milano-Bologna.
Con la morte di Teodorico (526) si apre per l'Italia un nuovo periodo
di travaglio; le debolezze e gli errori dei successori di lui facilitarono
l'intervento dell'imperatore di Bisanzio, Giustiniano, che ambiva
a riconquistare la Penisola. Ma iniziata l'occupazione ai Bizantini
non bastarono le forze per condurla a termine né i Goti seppero
ricacciare l'invasore, per cui la guerra durò quasi 20 anni
desolando l'Italia tutta e provocando in particolare la rovina di
Milano. Gli avvenimenti che condussero a quest'ultima catastrofe
interessarono anche la storia della via che da Milano raggiungeva
Piacenza, e della via Emilia.
Il generale di Giustiniano, Belisario, occupò Roma nel 536.
Un anno dopo lo raggiunsero il vescovo dazio e altri notabili accorsi,
durante una tregua, da Milano e lo pregarono di inviare nella loro
città un piccolo presidio, chè essa e la "Liguria"
sarebbero passate ai Bizantini. Così verso la fine dell'inverno
(anno 538) un corpo di 1000 uomini concesso da Belisario sbarcò
a Genova, giunse senza impedimenti gravi a Milano e se ne impadronì.
Subito i Goti accorrono in forze e la città si trova, impreparata,
di fronte ad un assedio.
Belisario arrivato intanto nell'Emilia manda in soccorso forze non
modeste sotto Uliari e Martino, ma "coloro giunti al fiume
Po distante un giorno da Milano colà si fermarono ponendovi
accampamento ed assai tempo ivi stettero tenendo consiglio circa
il passaggio del fiume". Quando ciò si seppe a Milano,
fu mandato a sollecitare pressantemente l'aiuto "un romano
di nome Paolo. Costui di nascosto dei nemici giunse alla riva del
Po. Non trovando al momento alcun navicello si spogliò ed
a nuoto, con grande periglio suo, traversò il fiume".
Si recò quindi al campo romano. Probabilmente il luogo non
era lontano dal traghetto del Po sulla via Milano-Piacenza. Il coraggioso
Paolo, che all'andata e al ritorno viaggiò in parte di notte,
dovette seguire di massima la Milano-Piacenza, come gli Imperiali
è ragionevole che abbiano percorso tutta la via Emilia. Ma
il Po e l'insipienza bizantina impedirono che quel collegamento,
a cui da tanti secoli le due strade servivano, si effettuasse una
volta di più e che una marcia incominciata sull'Emilia, probabilmente
da Bologna a Piacenza, continuasse sulla "strada romana",
attraverso "Laus" fino a Milano.
Inutilmente si levò la voce di Paolo, l'ultima voce di Milano
romana. Uliari e Martino non si mossero. Il mancato congiungimento
dei Romani di Giustiniano con i Romani di Milano segnò il
destino della città padana: i Goti la presero e insieme ai
Borgognoni vi fecero terribile strage.
Il temporaneo annientamento di Milano si riflettè certo gravemente
sul traffico e sulle condizioni della strada che da essa menava
a Piacenza. Intanto anche l'Emilia era battuta dai due eserciti
che vi si azzuffavano e la danneggiavano ripetutamente nelle alterne
vicende della lotta.
Finalmente nel 553, terminato il conflitto con la vittoria di Giustiniano,
queste strade, trovandosi a correre ancora entro un medesimo stato
pacificato, potevano riprendere la funzione di collegamento che
avevano esercitato per secoli. Ma si doveva subito verificare un
fatto che avrebbe creato ben più permanenti interruzioni.
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