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Longobardi a Milano e sulla via Emilia.
Quindici anni appena dopo la fine della guerra gotica passavano
in Italia, dalle Alpi orientali, i Longobardi; nel settembre 568
entravano a Milano e proseguivano verso il Po. Tutto il territorio
in cui correva la "strada romana" (come si chiamò
nel Medioevo la "Placentia-Mediolanum") venne così
in loro potere perchè anche di Piacenza i Longobardi si impadronirono
nelle prime fasi dell'invasione. Poi si avviarono per la via Emilia.
Ma i Bizantini non rimasero sopraffatti neppure nella pianura padana:
ai disastri dell'invasione si aggiungevano quelli provocati dai
frequenti ritorni degli antichi padroni. Le città della via
Emilia, appunto perchè la strada segnava una traccia per
offensive e controffensive, subirono in pieno i danni provocati
da questo stato di cose.
I Longobardi occuparono tutte le città poste sulla strada
fino a Modena nel volgere di 5 o 6 anni. Poi sotto l'esarca Romano
i Bizantini ripresero Modena e trassero a sé i duchi di Reggio,
Parma e Piacenza. Tosto i Longobardi rioccuparono Piacenza e Parma,
senza però ottenere che i Bizantini si astenessero da scorrerie
sotto quest'ultima città tanto da catturarvi la figlia stessa
di re Agilulfo, col marito. Comunque alla fine del secolo VI il
confine doveva essere stabilizzato tra Bizantini e Longobardi: esso
veniva a traversare la via Emilia appunto in po' a sud di Parma.
L'ulteriore offensiva longobarda si ebbe sotto Rotari (643), che
arrivò oltre Modena, vinse in battaglia campale i Bizantini
e restò attestato sul Panaro.
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