|
Dai
Carolingi agli Ottoni.
Nei due predetti secoli, durante i quali l'Italia settentrionale
restò prima ai Carolingi, poi (887-951) vide gl'inutili tentativi
di stabilire un regno indipendente d'Italia, infine rientrò,
con gli ottoni, sotto l'energica tutela imperiale, non mancano eventi
degni di memoria che comprendano movimenti, nell'un senso o nell'altro,
su quella Milano-Piacenza che in gran parte ricalcava la romana
e sulla Piacenza-Bologna che seguiva, salvo temporanee varianti,
il tracciato della "Via Aemilia".
Rientrano in quest'ordine di fatti il viaggio di papa Stefano IV
in Francia, dall'imperatore Ludovico il Pio (816), la venuta di
"missi dominici" a Piacenza (819), il passaggio del futuro
imperatore Ludovico II sul Bolognese, con un esercito che andava
ostilmente verso la sede papale e si sfogava in saccheggi lungo
la via (844), e le successive venute di lui da imperatore, la sosta
a Piacenza, per non più ripartirne, di Lotario II di Lorena,
proveniente da Roma, le manovre che condussero alla battaglia della
Trebbia tra Berengario, primo re d'Italia, e Guido di Spoleto (889),
e, più tardi, il sinodo di Marzaglia, sulla strada, presso
la Secchia (973) e, il passaggio di Gregorio V da Reggio (997).
Anche gli Ottoni in alcune delle loro numerose spedizioni italiane
vennero per queste strade, perchè sia il primo che il secondo
che il terzo di essi passarono da Milano (rispettivamente nel 972,
973 e nel 1000); Ottone III poi fu certo anche a Bologna. Va ricordato
però che questi sovrani per recarsi a Roma o nel Mezzogiorno,
generalmente partendo da Pavia, preferirono, a quanto è dato
sapere, itinerari diversi da quello per Piacenza e Bologna.
|