|
Lotte
di parte e passaggi memorabili sulla Milano-Piacenza-Bologna.
A Milano nella gara fra le potenti consorterie dominano i Torriani
fino al 1277, anno in cui vennero rovesciati e tornarono in città
i fuorusciti con ottone Visconti. Gli sconfitti si strinsero attorno
a Cassone della Torre, che riacquistando posizioni su posizioni
pervenne a impadronirsi, l'11 maggio 1278, di Lodi. I Milanesi allora
reagirono con energia: pochi giorni dopo "condussero il carroccio
fuori della Porta ed indi.. a S.Giuliano in strada, dove s'unì
la militia. Dopo andorono con l'esercito a Lodi Vecchio". Ma
ebbero la peggio e i Torriani vennero spadroneggiando per il territorio
fin sotto a Milano: "a Melegnano et indi a S.Donato in strada".
Dopo altri rovesci l'arcivescovo Visconti chiamò a Milano,
come capitano e signore Guglielmo di Monferrato. Costui, con molta
gente e col carroccio, andò diritto a Melegnano, poi portò
il campo a Lodi Vecchio e oltre, ma dovette presto abbandonare la
partita; il 15 settembre i Milanesi erano retrocessi a Melegnano
e il 16 rientravano in città: così "gl'inimici
vennero nel luogo dove prima erano stati i Milanesi". Porta
Romana, S.Donato, S.Giuliano, Melegnano, Lodi Vecchio: è
proprio il tratto iniziale della "via romana" he serve
a queste piccole offensive e controffensive; anzi la ripetuta manovra
su Lodi Vecchio sembrerebbe indicare che fino lì l'antico
tracciato era ancora praticabile, con qualche riadattamento d'emergenza.
Ma i successi sullo scacchiere "via romana"-Lodi-Lambro
non bastarono ad assicurare ai Torriani la vittoria, chè
anzi a imporsi furono i loro rivali, prima in maniera temporanea
nel 1287, poi definitivamente.
Gli episodi della guerra cittadina non sono i soli che diano alle
cronache occasione di menzionare località della Milano-Piacenza:
vi sono anche, per esempio, i pacifici e decorativi ricevimenti
di grandi personaggi che arrivano per questa strada a Milano. Nel
1273 è una coppia reale: Edoardo I d'Inghilterra e la moglie
Eleonora. I reggitori della città cavalcano per accoglierli
fino a Lodi, mentre fuori della porta Romana si dispongono con il
carroccio, "la militia della plebe e tutto il clero".
All'interno delle mura Milano offre adesso al forestiero delle buone
strade, perchè già l'anno avanti si è incominciato
a "nettare, agguagliare et lastricare" le vie principali
e l'opera prosegue intensamente.
Nel 1273 arrivò papa Gregorio X, in viaggio verso Lione per
tenervi un concilio. Il papa partì da Orvieto e per Firenze
raggiunse la via Emilia, e la percorse, sostando tra settembre e
l'ottobre a Bologna, Modena, Reggio, Parma e Piacenza. A Piacenza,
sua patria, restò qualche giorno. Il 6 ottobre partì,
passò il Po e giunse a Lodi; l'indomani all'ora del pranzo
arrivò a Viboldone e vi ricevè l'omaggio dei Torriani;
l'8, domenica, entrò per la porta Romana, da cui anche stavolta
i Milanesi "cavarono con grande solennità il carroccio".
Lo accompagnavano molti cardinali, e fra essi, come sembra sicuro,
uno di fresca nomina, destinato ad esser proclamato santo e dottore
della Chiesa: "Bonaventura dei frati minori". Gregorio
arrivò "in una carretta coperta, in modo che nessuno
non lo poteva vedere se non per la destra porta di quella, dove
sedendo sopra d'un letto dava la benedizione". Non sappiamo
se tale mezzo sia stato usato dal papa fin da Piacenza o da prima;
certo esso doveva essere un po' un'eccezione alla regola della semplice
cavalcatura. Il papa tornò per la stessa via finito il concilio,
il 22 novembre 1275 era di nuovo a Piacenza.
Le manifestazioni d'omaggio non bastavano a nascondere che anche
l'influenza del Papato nella vita politica italiana, dopo la lotta
coll'Impero, era assai diminuita. Grandissima rimaneva la sua autorità
morale e la forza dell'ideale religioso. Lo dimostra un avvenimento
di questi anni: il primo giubileo, indetto da Bonifazio VIII nel
1300, che determinò un impressionante concorso di pellegrini
a Roma. Le strade da Milano a Bologna erano tra le più battute.
Narra il cronista di Parma: "E ogni giorno si vedeva andare
a tutte le ore un esercito per la via Claudia dentro e fuori la
città, e venivano anche baroni di Francia e di altre parti
lontane: quaranta cinquanta e più cavalcature; e tutte le
case sulla via Claudia sia in città che fuori, tanto gli
alberghi e le osterie quanto le altre, accoglievano ospiti in quantità,
e si dava a pagamento cibo e bevanda ed era pieno ovunque di persone...".
|