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La
spedizione di Carlo VIII
L'equilibrio stabilitosi in Italia alla pace di Lodi durò
quarant'anni. Fu infatti sostanzialmente turbato solo nel 1494.
Non si trattò di una guerra generale fra i maggiori stati
italiani, ma della discesa di un re straniero, destinata, con le
reazioni che provocò e col rivelare la vulnerabilità
dei nostri stati regionali, a indirizzare nella Penisola come in
un campo di lotta le forze esuberanti delle più solide monarchie
europee, in gara per il predominio. Il sovrano di cui si parla,
Carlo VIII di Francia, era personalmente inclinato a passare le
Alpi per far valere antichi diritti dinastici su Napoli; ma lo sollecitarono
fortemente anche gli stati italiani desiderosi di profittare della
novità.
Suo alleato formale all'inizio dell'impresa fu Ludovico il Moro
che, reggendo Milano per il nipote, ambiva a consolidarsi con un
forte appoggio esterno. Ludovico e Carlo giunsero appunto insieme
a Piacenza nell'ottobre 1494. Ma lì si separarono, perchè
mentre il re si avviava per la via Emilia e raggiungeva Borgo S.Donnino,
per voltare poi verso la Cisa, il Moro prendeva la strada di Milano
"con grandissima celerità" per profittare della
morte allora avvenuta di Gian Galeazzo e farsi riconoscere duca.
Meno di un anno dopo Carlo tornava: l'attendevano, passata la Cisa,
le truppe del Moro e quelle veneziane, ma per sbarragli il passo
prima che giungesse sulla via Emilia. Il 6 luglio si combattè
a Fornovo, con esito incerto: e Carlo dopo la battaglia potè
chetamente raggiungere la via maestra a nord di Parma. Ma le sue
angustie non erano finite. Mentre i Francesi in Borgo S.Donnino
raccoglievano con la forza vettovaglie, si sparse la voce che stava
arrivando la cavalleria milanese: la marcia fu precipitosamente
ripresa; in quel frangente gli abitanti si rivoltarono catturando
uomini e carri: più tardi, cessato l'allarme, alcuni soldati
dovettero tornare indietro per recuperare il perduto, mediante accordo
del re.
Senz'altri intoppi i Francesi continuarono a camminare "sulla
strada diritta per Piacenza" e più tardi uscirono dall'Italia.
Ritornarono però qualche anno dopo, e questa volta ambiscono
anche al Milanese, che è tolto definitivamente al Moro nella
primavera del 1500.
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